LA FENICE

Centro di Psicologia e Psicoterapia

approccio teorico clinico psicoterapeuti Il Centro Clinico La Fenice segue un approccio teorico-clinico ad orientamento psicodinamico il quale, a partire dalle prime idee psicoanalitiche (teoria della seduzione), si sviluppa poi seguendo il filone di studi relativo alle teorie dell’attaccamento (John Bowlby) e alla psicologia del deficit parentale (A. Vitale, A. Miller).
Il nucleo centrale di tali teorie è sintetizzabile nei seguenti punti:

  • Il disagio psicologico si origina dal maltrattamento che la persona ha subito dai propri genitori nel corso dell’infanzia e della adolescenza. Per maltrattamento in tale ambito si intende la mancanza di cure delle quali un bambino ha naturalmente bisogno e l’erogazione di comportamenti non attesi, come percosse, umiliazioni e violenze sessuali
  • La strada maestra per alleviare la sofferenza del paziente (ansia, attacchi di panico, insicurezza, disturbi relazionali, dipendenza affettiva, depressione, disturbi alimentari e sessuali) è quella di aiutarlo a ricostruire la storia della propria vita e ad esprimere i sentimenti collegati a tale narrazione. In tal senso risulta di fondamentale importanza la possibilità di elaborare i traumi relativi alle esperienze di abbandono, violenza e umiliazione.
  • Un percorso di questo tipo è possibile solo a patto di schierarsi fin dal primo momento dalla parte del paziente, promuovendo così una relazione autentica ed empatica. In tal senso occorre superare l’atteggiamento frustrante e distaccato propugnato dalla psicoanalisi ortodossa, il quale otterrebbe il solo risultato di far subire ancora una volta alla persona quegli stessi vissuti di abbandono che sono alla base della sua attuale sofferenza.
  • A differenza della tradizionale impostazione psichiatrica che definisce la salute mentale nei termini di un modello prestabilito sulla base di una media statistica, le teorie dell’attaccamento intendono promuovere nell’individuo la capacità di esprimere sé stesso in modo autentico e creativo. In tal senso le diversità personali non sono considerate uno scarto dalla retta via o una devianza da reprimere, ma una potenzialità e una ricchezza da valorizzare.