disturbi psicosomatici come curarli 18 Mar 2018

BY: admin

Psicoterapia

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Cosa significa somatizzare? La somatizzazione sostanzialmente è un’operazione di spostamento: un conflitto di natura psicologica viene “spostato” su una specifica parte del corpo che si fa portatrice ed esprime il disagio.

Mente e corpo sono in stretta connessione, a differenza di quanto si sia pensato per molto tempo. Non tutte le malattie e i disturbi hanno un’origine organica, non tutti gli eventi patologici trovano una spiegazione fisiopatologica poiché spesso non si originano nel corpo, ma nel corpo trovano espressione manifesta.

La psicosomatica, dunque, si colloca a metà tra medicina e psicologia, andando a studiare e concentrarsi sulla relazione tra corpo e psiche, tra la dimensione degli affetti e delle emozioni e quella del fisico.

Fu Freud a introdurre un termine che serviva a definire quel disagio che, partendo da un conflitto di tipo psichico, prendeva forma nel corpo, chiamandolo disturbo di conversione. Si parla di conversione quando il paziente “converte” il conflitto psicologico in un disturbo fisico, secondo uno schema che emerge anche dalle espressioni linguistiche che si usano comunemente, quando si dà forma concreta a un’emozione: la “fitta al cuore” per un lutto o un evento negativo che ci sconvolge, il “bruciare di rabbia”, il “sentirsi soffocare” dall’ansia e dai problemi. Tutte queste frasi ricorrenti, che spesso hanno perso il loro significato proprio perché ripetute, ben esprimono il sottile legame mente-corpo e l’influenza reciproca.

Psicosomatica e sistema nervoso, mente e corpo in comunicazione

In particolare se l’emozione non trova uno sfogo e viene repressa e soffocata, non c’è la scarica dell’energia e il disagio tende a cronicizzarsi. Si crea in questo modo uno squilibrio tra sistema parasimpatico e simpatico o sistema nervoso autonomo che viene mantenuto in stato di eccitazione continua dalle sollecitazioni che riceve dalle emozioni negative (stress, rabbia indecisione, impazienza) e reagisce ad esse, attivando una serie di meccanismi di risposta che sono solitamente legati a situazioni di emergenza. Pensiamo ad esempio alla risposta corporea alla rabbia: accelerazione del battito cardiaco, aumento della frequenza respiratoria, attivazione della reazione attacco-fuga… tutti meccanismi adattivi, che predispongono a un’azione. Ma se questa azione non avviene, ecco la cronicizzazione, il sintomo psicosomatico.

Malattia psicosomatica, un disturbo reale che provoca veri danni

Un improvviso bruciore di stomaco, una gastrite che non trova spiegazione e si scatena esclusivamente in alcune circostanze, una dermatite che causa continuo prurito, un mal di testa costante che impedisce di pensare lucidamente… i sintomi sono i più diversi e spesso non si pensa affatto che possano essere legati alla propria dimensione interiore. Quando, dopo continui controlli, consulti medici, visite specialistiche si comprende che la causa primaria del disturbo non è biologica, non dipende da uno scompenso organico che si potrebbe curare con una prescrizione medica, si tende a pensare che i disturbi psicosomatici siano poco più che una fantasia. Ma il disturbo psicosomatico, nelle sue più varie manifestazioni, è una vera e propria malattia, con conseguenze concrete sull’organismo, veri e propri danni agli organi, perdita di funzioni. È tutto reale, non semplice frutto dell’immaginazione né qualcosa da sottovalutare. Per questo si parla di malattia psicosomatica.

Non si tratta semplicemente di un mal di pancia. La gastrite, cioè l’infiammazione della mucosa gastrica, può trasformarsi in ulcera, arrivare a perforare l’intestino, trasformarsi addirittura in un tumore all’apparato gastrico. La cattiva o mancata gestione delle emozioni e dei vissuti psichici comporta seri rischi per la salute e il benessere individuale, mettendo in pericolo anche l’integrità fisica.

Malattie psicosomatiche, come si guarisce: la psicoterapia per risolvere

Come risolvere una malattia psicosomatica? È evidente che, per la sua natura, un intervento di tipo esclusivamente medico non può andare alle radici del problema. Per questo risulta fondamentale e consigliato l’intervento psicoterapeutico. Lo psicoterapeuta esperto in psicosomatica aiuta il paziente a fare il percorso inverso rispetto a quanto avvenuto in origine, cioè a riconoscere la componente emotiva e relazionale al di sotto del sintomo fisico. Se somatizzare significa spostare un problema sul corpo, la psicoterapia permette di riportare il disagio alla dimensione di difficoltà emotiva e psicologica che lo ha originato.

Attraverso il colloquio e l’osservazione, il sintomo psicosomatico viene letto all’interno della storia relazionale del paziente. L’obiettivo finale è quello di trovare il senso del disturbo, il messaggio che esso veicola poiché si tratta di un segnale di disagio. Sarà necessario, dunque, lavorare sulle emozioni e i vissuti, portarli a emergere in modo sano e assertivo, arrivare a una più profonda comprensione dei propri bisogni. Così come l’attacco di panico, dunque, il disturbo psicosomatico va considerato come la manifestazione di qualcosa che giace appena sotto il livello della coscienza e che deve essere portato “alla luce” per ritrovare l’equilibrio e il benessere.

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