Alice Miller, il dramma del bambino dotato 06 Set 2016

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Psicologia

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Alice Miller, il dramma del bambino dotato

Alice Miller, il dramma del bambino dotato e la ricerca del vero sé

Ogni bambino ha il legittimo bisogno di essere guardato, capito, preso sul serio e rispettato dalla propria madre[…]. Un’immagine di Winnicott illustra benissimo la situazione: la madre guarda il bambino che tiene in braccio, il piccolo guarda la madre in volto e vi si ritrova…a patto che la madre guardi davvero quell’esserino indifeso nella sua unicità, e non osservi invece le proprie attese e paure, i progetti che imbastisce per il figlio, che proietta su di lui. In questo caso nel volto della madre il bambino non troverà sé stesso, ma le esigenze della madre. Rimarrà allora senza specchio, e per tutta la vita continuerà invano a cercarlo”.
(Alice Miller, Il dramma del bambino dotato e la ricerca del vero Sé, 1996, p. 37) Leggi tutto...

maternità e teoria dell'attaccamento 06 Set 2016

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La teoria dell’attaccamento di John Bowlby

La teoria dell’attaccamento di John Bowlby

La teoria dell’attaccamento venne elaborata dallo psicologo e psicanalista John Bowlby negli anni ’50 del Novecento: egli, infatti, aveva realizzato osservazioni e studi riguardo il rapporto madre-figlio, evidenziando l’importanza di questa relazione nello sviluppo fisico, intellettuale e comportamentale del bambino. Leggi tutto...

orgasmo femminile e anorgasmia 14 Mag 2016

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Anorgasmia femminile e piacere

di Piero Priorini

Dalla sessuofobia alla scoperta del piacere femminile

Dopo la seconda guerra mondiale, quando anche in Italia la psicanalisi si andò affermando come la cura più appropriata per i disturbi dell’anima e alzò il sipario sull’intimità del mondo femminile, portò alla luce il fatto che il 20%, forse anche il 30% delle donne in età adulta era affetto da ciò che allora era etichettato come frigidità (cioè a dire: assenza di interesse e di piacere sessuale). Non dovremmo stupirci più di tanto: l’Italia della prima metà del ‘900 era patriarcale e maschilista, era pesantemente condizionata dalla sessuofobia della religione cattolica ed esprimeva una cultura rigida, borghese e provinciale. In un clima siffatto la donna era ben poco aiutata a scoprirsi come individualità autonoma, fondata su se stessa e avente bisogni e diritti come minimo pari a quelli degli uomini. La fine della seconda guerra mondiale, tuttavia, segnò l’inizio della decadenza del patriarcato che, precipitando da più antichi fasti, oramai non poteva che rovinare su se stesso trascinando con sé valori, usanze, culture, credenze, principi e norme di ogni tipo.donna klimt anorgasmia femminile Leggi tutto...

dipendenza affettiva 26 Ott 2015

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La Dipendenza Affettiva e l’amore

di Piero Priorini – Psicoanalista Junghiano

Dipendenza affettiva e amore, due fenomeni difficili da distinguere

Nonostante l’assenza di veri e propri criteri diagnostici con cui individuare una Dipendenza Affettiva differenziandola dal più comune fenomeno dell’amore umano, sarà interessante osservare come gli studi degli psicoterapeuti si stiano affollando di individui (uomini e donne) che presentano tutti i sintomi del più grave tormento amoroso. Un tormento, tuttavia, che nell’amore non sembra proprio essere fondato. Leggi tutto...

crisi ed evoluzione 12 Lug 2015

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La Crisi come momento di evoluzione

crisiNegli ultimi anni la parola Crisi è entrata con forza nel parlare quotidiano e sempre più spesso sentiamo discutere di crisi economica e delle mille implicazioni che questa parola comporta nella vita delle persone. Meno spesso vengono però approfondite le conseguenze psicologiche che la crisi comporta: perdere il lavoro, faticare nella ricerca di un impiego adeguato, fare turni massacranti e sicuramente poco gratificanti, tutto ciò tende a modificare lo stile di vita di una persona, cambiandone i ritmi, i progetti ed influenzandone i bisogni e le preoccupazioni. A cambiare è la percezione che la persona ha di sé, l’immagine che può e che deve trasmettere agli altri. L’individuo non si riconosce più in un ruolo, nel ruolo sociale che il lavoro trasmette a se stessi e agli altri. Secondo Freud “la salute psichica corrisponde alla capacità di lavorare ed amare”. Leggi tutto...

scelta 03 Giu 2015

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La problematicità esistenziale della scelta

di Simone Ordine

Il nostro sé è un qualcosa di estremamente più complesso e profondo di quel che di volta in volta ci è dato poter manifestare fattivamente, poiché ognuno di noi è posto nella problematica condizione esistenziale di poter scegliere in ogni istante un solo contegno, una sola parola, un solo gesto e così via, anche se gran parte di quel che siamo autenticamente riposa nell’ombra delle infinite possibilità a cui abbiamo rinunciato. Leggi tutto...

deficit parentale conseguenze 26 Feb 2015

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Psicologia del deficit parentale: alcune coordinate epistemologiche

Di Simone Ordine

deficit parentaleDa un punto di vista epistemologico le teorie del deficit parentale rappresentano un caso pressoché isolato nel panorama degli studi psicologici, in quanto esse seguono essenzialmente un approccio di tipo nomotetico, ovvero basato su costrutti relativi a fenomeni di ordine generale. La maggior parte dei filoni di studi in psicologia, infatti, rimangono centrati su un metodo di stampo idiografico, avente cioè come oggetto di studio eventi particolari e non ripetibili (Battacchi 1990). In altri termini, mentre la maggior parte delle scuole di psicologia costruiscono la propria struttura teorica soprattutto a partire dalla osservazione di singoli casi clinici, la psicologia del deficit parentale, seguendo in tal senso un percorso opposto, affronta l’analisi dei casi individuali sulla scorta di teorie valide per l’intera specie del genere umano, derivanti dal campo delle scienze naturali, come la biologia e l’etologia. In relazione all’argomento, ad esempio, risulta opportuno ricordare come la costruzione dell’impianto teorico psicoanalitico, come afferma il suo stesso padre fondatore, sia elaborata principalmente a partire da situazioni terapeutiche ben precise, divenute poi in tal guisa addirittura celeberrime. Si pensi a tal proposito al caso di Anna O., e alla sua importanza nelle prime formulazioni teoriche riguardanti l’isteria; al caso del piccolo Hans, in relazione al concetto di libido; al caso di Dora, per quanto riguarda l’analisi del profondo; all’analisi dell’ “l’uomo dei lupi”, legata alla spiegazione dei fenomeni di controtranslazione (Ellenberger 1970). In tal senso appare evidente come le teorie generali della psicoanalisi, essendo formulate principalmente a partire dall’analisi di singoli casi clinici, getti le proprie fondamenta sulla base di un discorso di tipo idiografico. In modo diametralmente opposto viene elaborata la struttura teorica della psicologia del deficit parentale, la quale studia il comportamento umano a partire da un vertice di ordine generale. Secondo la Psicologia del deficit parentale, infatti, per comprendere l’essere umano occorre innanzitutto studiarlo come specie (ovvero in relazione a quegli aspetti che egli ha in comune con tutti i suoi simili), nei suoi aspetti biologici inerenti alle istanze di adattamento ambientale. In altre parole, per spiegarci il significato e le origini del comportamento umano dovremmo porci la seguente domanda: a cosa serve? Qualsiasi elemento naturale, infatti, trae la sua forma specifica per opera della selezione naturale, che nel tempo lo ha scolpito in quella data maniera, affinché esso svolgesse una funzione ben precisa ed essenziale alla sopravivenza in un dato ambiente. Questo, ovviamente, è vero anche per ogni aspetto riguardante l’essere umano, compresa la sua struttura mentale. Leggi tutto...

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